Quel momento in cui accendi il riscaldamento, ti avvicini al termosifone… e noti che nella parte inferiore è caldo, mentre nella parte superiore è quasi freddo. È capitato a molti di noi, e non è solo scomodo: spesso si traduce in un maggiore consumo e un minor comfort. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si risolve in pochi minuti con uno spurgo ben fatto. Seguendo questa guida, saprai quando farlo, quale pressione controllare e come evitare gli errori che spesso finiscono con macchie d’acqua e parolacce.
Perché rimane aria all’interno e quali sintomi provoca

In un circuito di riscaldamento ad acqua, l’ideale è che circoli acqua e poco altro. Con il tempo, entrano piccole bolle o si formano sacche d’aria che finiscono per accumularsi nella parte superiore del radiatore.
Il sintomo tipico è chiaro: radiatore caldo nella parte inferiore e freddo nella parte superiore. Inoltre, quell’aria può provocare rumori (gorgoglii o sibili) che, siamo sinceri, sono fastidiosi quando si cerca il silenzio durante la notte.
La spiegazione fisica aiuta a capirlo: l’acqua è circa 900 volte più densa dell’aria, quindi le bolle “galleggiano” e rimangono nei punti più alti del circuito, proprio dove danno più fastidio.
C’è anche un altro motivo meno visibile: l’ossigeno dell’aria favorisce la corrosione dei metalli (acciaio/ferro) e può formare ossidi come la magnetite, che si deposita sotto forma di “fanghi” e riduce la portata e il trasferimento di calore.
Quando è opportuno spurgare e quali segnali non dovresti ignorare
Se puoi scegliere, il momento migliore è prima che arrivi il freddo, all’inizio dell’autunno, con i radiatori freddi. Tuttavia, ci sono segnali che richiedono un intervento immediato: calore irregolare e rumori.
Di solito è necessario anche dopo aver toccato l’impianto (sostituzione di tubi, riparazione della caldaia), se il sistema è stato svuotato e riempito di nuovo, o quando si è dovuto riempire perché la pressione è scesa.
Cosa ti serve e la pressione da tenere sotto controllo
Il bello di questo lavoro è che non richiede un arsenale di attrezzi. Ma attenzione: prima di toccare qualsiasi cosa, controlla il manometro della caldaia.
Negli impianti domestici a circuito chiuso, con il sistema freddo, la pressione normale è compresa tra 1,0 e 1,5 bar. Se scende molto (ad esempio sotto 0,5 bar), di solito indica una mancanza d’acqua o una possibile perdita.
Ti serviranno:
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chiave di spurgo (o cacciavite piatto, se compatibile);
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pinze regolabili (con molta delicatezza);
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un bicchiere o piccolo recipiente;
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stracci o carta assorbente;
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guanti sottili (opzionali).
Come spurgare un radiatore passo dopo passo

Prima di iniziare, spegni la caldaia e attendi 15–30 minuti affinché l’acqua si raffreddi e l’aria salga completamente. Prepara stracci e contenitori.
Di solito funziona bene iniziare dal radiatore più lontano dalla caldaia e procedere verso quello più vicino, così l’aria viene “spinta” fuori in modo ordinato.
Inserisci la chiave di spurgo e ruotala leggermente in senso antiorario. Ascolta il sibilo: è l’aria che esce. Quando inizia a uscire un getto continuo d’acqua senza colpi, chiudi senza stringere troppo.
Ripeti l’operazione sugli altri radiatori, controllando spesso il manometro. Se la pressione scende sotto 1,0 bar, rabbocca prima di continuare.
Come capire se lo spurgo è riuscito ed errori da evitare
Quando riaccendi l’impianto, il radiatore dovrebbe scaldarsi in modo uniforme dall’alto verso il basso, senza rumori né gocciolamenti. Anche il sistema dovrebbe raggiungere più rapidamente la temperatura desiderata.
Errori comuni:
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spurgare con acqua troppo calda;
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aprire la valvola bruscamente;
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dimenticare di controllare la pressione;
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procedere in modo disordinato;
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forzare una valvola bloccata e danneggiarla.
Se non hai la chiave o il radiatore è vecchio
In assenza della chiave, puoi usare un cacciavite piatto o pinze regolabili, sempre con movimenti piccoli e controllati. Se scivola, fermati.
Nei radiatori molto vecchi, a volte è possibile allentare leggermente il dado del tubo superiore per far uscire aria e poi acqua. Se il raccordo sembra delicato, meglio non rischiare.
Una nota sulla manutenzione
Lo spurgo elimina l’aria, ma se il problema si ripresenta spesso, potrebbero esserci microperdite, ingresso di ossigeno o accumulo di fanghi.
La regola è semplice: meno aria e meno sporco nel circuito significano più efficienza, meno rumori e meno guasti.
Alla fine, il riscaldamento funziona meglio quando pressione e aria sono sotto controllo. Con poche attenzioni, la manutenzione diventa alla portata di tutti.
